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FisioTor — traumatologia, ortopedia, reumatologia

Studio di fisioterapia — Torino

Valutazione, trattamento ed esercizio in un unico percorso.

Traumatologia Il recupero dopo fratture, distorsioni e lesioni muscolari.
Ortopedia Ossa, articolazioni e muscoli che limitano il movimento.
Reumatologia Dolore e infiammazione cronica da gestire nel tempo.

Le tre lettere del nome sono le tre aree di cui mi occupo. A queste si aggiungono la riabilitazione dell'articolazione temporo-mandibolare e l'ambito neurologico.

Andrea Brachet Cota, fisioterapista

Chi sono

Andrea Brachet Cota

Ho cominciato dal movimento: mi sono laureato in Scienze Motorie, e per anni il mio lavoro è stato la preparazione atletica, con la pallacanestro come campo principale.

Poi ho scelto di occuparmi anche di ciò che viene prima e dopo la prestazione, e mi sono laureato in Fisioterapia a Lugano, in Svizzera. Le due formazioni si sono unite in un unico modo di lavorare: l'esercizio non è quello che si aggiunge alla fine del percorso, è il percorso.

Oggi mi occupo di riabilitazione traumatologica, ortopedica e reumatologica. La formazione continua mi ha poi portato a sviluppare competenze specifiche nella riabilitazione dell'articolazione temporo-mandibolare, nell'ambito neurologico e nel linfodrenaggio.

Il legame con lo sport non si è mai interrotto: continuo a seguire atleti e società, e da quel percorso è nata BCSC, Brachet Cota Sport Consulting, l'area di consulenza sportiva online per la programmazione dell'allenamento e la gestione del carico a distanza.

Iscritto all'Albo dei Fisioterapisti FNOFI con il n. 4742
P. IVA 13506080012

Cosa offro

ValutazioneApprofondita e specifica per ogni patologia, prima di qualsiasi trattamento.
Trattamenti su misuraPersonalizzati e mirati alle esigenze della persona che ho davanti.
Evidenze aggiornateRiabilitazione basata su evidenze scientifiche, non su abitudini.
Vita quotidianaMiglioramento della qualità della vita nelle attività di tutti i giorni.
Rappresentazione anatomica del ginocchio

traumatologia, ortopedia e postura, reumatologia e cronicità

Traumatologia

Ti seguo nel recupero post-infortunio: riduzione del dolore, ripristino della funzionalità dei tessuti, recupero di forza e stabilità dopo un trauma o un periodo di immobilizzazione.

  • Distorsioni, stiramenti e lesioni muscolo-scheletriche
  • Fratture e traumi sportivi, fino al ritorno all'attività

Ortopedia e postura

Intervengo su ossa, articolazioni e muscoli per i problemi che limitano la libertà di movimento, prima o dopo un intervento chirurgico.

  • Preparazione e recupero pre e post intervento
  • Ernie discali e protrusioni
  • Tendiniti e tendinopatie
  • Cervicalgia e lombalgia persistenti
  • Monitoraggio dell'evoluzione della scoliosi
  • Edema e dolore nelle borsiti

Reumatologia e cronicità

Gestiamo insieme dolore e infiammazione cronica, contrastando la rigidità e mantenendo la mobilità articolare nel tempo.

  • Rigidità e dolore in artrite e spondiloartrite
  • Sintomi e tolleranza allo sforzo nella fibromialgia
  • Fragilità ossea e prevenzione delle cadute nell'osteoporosi

Il motivo più frequente

mal di schiena

Lombalgia e cervicalgia che durano, ernie e protrusioni. Prima si capisce di che cosa si tratta, poi si costruisce il carico.

Il mal di schiena è il motivo più frequente per cui si arriva in uno studio di fisioterapia, ed è anche quello su cui circolano più idee sbagliate. La più diffusa è che serva un'immagine per sapere cosa fare.

Cosa dice davvero la risonanza

Protrusioni, degenerazioni discali e riduzioni degli spazi articolari si trovano con grande frequenza anche in persone che non hanno alcun dolore, e la frequenza aumenta con l'età. Trovare un'ernia in una risonanza non significa automaticamente aver trovato la causa del sintomo.

Questo non vuol dire che l'imaging sia inutile: vuol dire che serve quando c'è una domanda clinica precisa a cui rispondere. Le linee guida internazionali lo raccomandano in presenza di segnali specifici o quando il quadro non migliora nei tempi attesi, non come primo passo di routine.

Su cosa si lavora
  • Lombalgia persistente — dolore che dura da settimane o che torna a episodi
  • Cervicalgia e cefalea di origine cervicale
  • Ernie discali e protrusioni, con o senza dolore irradiato alla gamba o al braccio
  • Dolore da posture di lavoro prolungate
  • Rachide dello sportivo, dove il problema è la tolleranza al carico di allenamento
  • Monitoraggio della scoliosi nel tempo
Come si imposta il percorso

Si comincia da una valutazione che comprende la storia del disturbo, l'esame del movimento e i test di forza, e che serve a due cose: escludere le situazioni che vanno mandate al medico e capire quali movimenti e quali carichi peggiorano o migliorano il sintomo.

Da lì si lavora per abbassare il dolore abbastanza da riaprire il movimento — terapia manuale, gestione del carico, quando serve tecarterapia — e poi si costruisce: esercizio progressivo e misurato, forza e tolleranza al carico, fino a riprodurre il gesto che ti serve nella giornata, al lavoro o in allenamento.

Quando serve un medico, non un fisioterapista. Perdita di forza rapidamente progressiva a una gamba, difficoltà a controllare urina o feci, perdita di sensibilità nella zona perineale, febbre associata al dolore, dolore dopo un trauma importante, calo di peso non spiegato: sono situazioni da valutazione medica immediata.

Devo stare a riposo?

No. Il riposo prolungato peggiora l'esito. Si mantiene l'attività possibile, adattando i carichi nella fase acuta e aumentandoli man mano.

Con un'ernia mi devo operare?

Nella grande maggioranza dei casi no. Le ernie discali migliorano senza chirurgia in settimane o mesi. L'indicazione chirurgica riguarda situazioni definite, non la presenza dell'ernia in sé.

Ho la schiena "storta", è quello il problema?

Le asimmetrie sono comuni e da sole spiegano poco. Più utile è misurare come si distribuisce il carico e come si muove il rachide sotto sforzo, e rimisurarlo dopo qualche settimana per vedere se il percorso sta cambiando qualcosa.

Quante sedute servono?

Dipende da quanto dura il problema e da quanto sei fermo da tempo. Alla fine della prima valutazione sai qual è il piano e su che orizzonte ci muoviamo.

Dopo il recupero

Quando il dolore è risolto, il modo migliore per non ritrovarselo è continuare ad allenarsi con un occhio tecnico addosso: in studio ci sono Pilates Reformer e allenamento funzionale, in lezioni da massimo tre persone.

Dopo la chirurgia

riabilitazione post-operatoria

Si passa di fase quando i test lo permettono, non quando lo dice il calendario.

L'intervento risolve un problema strutturale. Quello che succede dopo — quanta forza recuperi, quanto carico regge il tessuto, se torni a fare quello che facevi prima — dipende quasi interamente dal percorso riabilitativo.

Interventi che seguo
  • Ricostruzione del legamento crociato anteriore e altre chirurgie legamentose del ginocchio
  • Meniscectomia e sutura meniscale
  • Riparazione della cuffia dei rotatori e chirurgia di spalla
  • Protesi di anca e di ginocchio
  • Sintesi di fratture e recupero dopo periodi di immobilizzazione
  • Chirurgia del tendine d'Achille e del piede
  • Chirurgia vertebrale, in accordo con il protocollo del chirurgo
Il percorso a fasi

Prima: protezione e mobilità

Nelle prime settimane si lavora dentro i limiti che il chirurgo ha indicato: controllo del gonfiore, recupero dell'escursione articolare concessa, riattivazione muscolare, gestione del carico sull'arto. L'obiettivo non è guadagnare, è non perdere.

Poi: forza

Quando i limiti si aprono, si costruisce forza in modo progressivo e misurato. È la fase più lunga e quella che viene abbandonata più spesso, perché il dolore è passato e sembra che sia finita. Non lo è: la differenza di forza fra l'arto operato e l'altro è uno dei fattori più studiati nel rischio di nuovo infortunio.

Infine: ritorno

Si riproduce il gesto che serve — il campo, il lavoro, la corsa — e si verifica che regga. Nello sport questo significa test misurabili: simmetria di forza, qualità del salto e dell'atterraggio, controllo nei cambi di direzione. La scomparsa del sintomo non è un criterio di dimissione.

Porta la documentazione. Lettera di dimissione, protocollo riabilitativo del chirurgo, eventuali immagini. Indicano tempi di carico, limiti di movimento e precauzioni: sono il punto di partenza, e il percorso si costruisce sopra quelli.

Prima dell'intervento

Se l'operazione è programmata, le settimane che la precedono non sono tempo perso. Arrivare in sala con più mobilità e più forza rende il decorso successivo più semplice e accorcia i tempi di recupero.

Quando si comincia?

Il prima possibile, compatibilmente con il protocollo. Per molti interventi si parte entro pochi giorni, con carichi e movimenti limitati a quanto è consentito.

Quanto dura dopo un crociato?

Il ritorno allo sport di contatto si colloca in genere oltre i nove mesi. Ma la data conta meno dei criteri: si passa di fase quando i test lo permettono.

Facevo già fisioterapia in ospedale, serve continuare?

Quasi sempre sì. Il ciclo ospedaliero copre la prima fase; la parte di ricostruzione della forza e di ritorno all'attività si fa dopo, ed è quella che determina il risultato a distanza.

Se ti alleni

Chi pratica sport ha obiettivi diversi da chi vuole solo smettere di avere male, e servono criteri diversi per dire che il percorso è concluso. Lo studio nasce anche da un percorso nella pallacanestro, fra preparazione atletica e campo: vedi la sezione dedicata allo sport, con la convenzione per i tesserati Reba Basket.

Rappresentazione dell'articolazione temporo-mandibolare e del rachide cervicale

l'articolazione temporo-mandibolare

Te lo spiego in modo semplice

L'ATM è l'articolazione che collega la mandibola al cranio. Permette movimenti fondamentali come aprire e chiudere la bocca, masticare, parlare e sbadigliare.

In cosa posso aiutarti

Blocchi meccanici Quando l'articolazione non scorre più come dovrebbe.
  • Rigidità o limitazioni durante l'apertura della bocca
  • Rumori articolari e scatti
  • Recupero dopo traumi o interventi chirurgici
Collo e mandibola I due distretti si influenzano a vicenda, quasi sempre.
  • Tensioni muscolari alla cervicale associate ai disturbi dell'ATM
  • Alterazioni della postura correlate
Muscolatura affaticata Il carico che si accumula di notte e durante la giornata.
  • Bruxismo e serramento dentale
  • Muscoli masticatori affaticati al risveglio

Approfondimenti — tocca per aprire

I segni che portano in studio
  • Dolore davanti all'orecchio, alla mandibola o alle tempie
  • Difficoltà o rigidità nell'aprire la bocca, fino ai blocchi veri e propri
  • Click e rumori articolari, soprattutto se accompagnati da dolore
  • Mandibola che devia da un lato durante l'apertura
  • Muscoli masticatori affaticati al risveglio, tipici del serramento notturno
  • Cervicalgia e cefalea muscolo-tensiva che compaiono insieme al dolore mandibolare
  • Sintomi comparsi dopo un trauma o un intervento chirurgico
Cosa si fa

Si parte da una valutazione del movimento della mandibola — quanto si apre, in che traiettoria, con quali rumori e in quale punto compare il dolore — insieme all'esame del rachide cervicale, che nei disturbi dell'ATM è quasi sempre coinvolto.

Poi si lavora su: mobilità articolare e recupero dell'escursione di apertura, tecniche manuali sui muscoli masticatori, gestione delle tensioni cervicali associate, ed esercizi da fare a casa per il controllo del movimento e per ridurre il serramento diurno. Gli esercizi durano pochi minuti e vanno ripetuti spesso: è la parte che fa la differenza.

Il rapporto con il dentista. La fisioterapia non sostituisce la valutazione odontoiatrica o gnatologica e non gestisce l'occlusione. Quando c'è un bite, il lavoro si integra con quello. Quando serve un bite e non c'è, te lo dico e ti indirizzo.

Il click va sempre trattato?

No. Un rumore senza dolore e senza limitazione dell'apertura è frequente e spesso non richiede niente. Diventa rilevante quando si accompagna a dolore, blocchi o riduzione dell'apertura.

Il bruxismo si può eliminare?

Il bruxismo notturno non si "spegne" con un esercizio: si gestiscono le conseguenze sui muscoli e sull'articolazione, e si lavora sul serramento diurno, che invece è modificabile perché è un'abitudine di cui si può diventare consapevoli.

Perché mi fai domande sul sonno e sullo stress?

Perché serramento e tensione muscolare cambiano molto con il carico della giornata e con la qualità del sonno. Non è un discorso generico: incide sull'andamento dei sintomi settimana per settimana.

Se il collo è coinvolto

Nei disturbi dell'ATM la cervicale è quasi sempre parte del quadro. Se il tuo problema principale è il rachide, può interessarti anche la pagina su mal di schiena e cervicalgia.

Rappresentazione di cellule nervose

riabilitazione neurologica

Te lo spiego in modo semplice

La neurologia è la branca della medicina che si occupa di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie del sistema nervoso: cervello, midollo spinale, nervi e muscoli.

In cosa posso aiutarti

Schemi di movimento Riprogrammare il gesto sfruttando la plasticità cerebrale.
  • Esiti di ictus e conseguenze motorie
  • Recupero dopo traumi cranici
  • Lesioni del midollo spinale
Spasticità ed equilibrio Ridurre la rigidità e il rischio di cadute.
  • Decadimento motorio nel morbo di Parkinson
  • Progressione delle disabilità nella sclerosi multipla
  • Paralisi e plegie, con stimolo del distretto neuromuscolare
Autonomia quotidiana Tornare a fare gli atti concreti della giornata.
  • Neuropatie periferiche e sintomatologia associata
  • Dolore e compressione nelle radicolopatie
  • Mobilità e qualità della vita nella SLA

Quando muoversi è il problema

trattamenti a domicilio

Se non puoi venire tu in studio, vengo io da te. Succede spesso: nei giorni dopo un intervento, quando il carico sull'arto è ancora limitato, dopo una frattura, o quando una condizione neurologica rende lo spostamento faticoso più del trattamento stesso.

La seduta a domicilio è una seduta completa: valutazione, lavoro manuale ed esercizi, anche da proseguire da soli, adattati allo spazio che hai in casa. Porto con me quello che serve.

Come funziona

La zona, gli orari disponibili e le condizioni si concordano quando prenoti: chiama o scrivi, si valuta insieme come poter organizzare al meglio.

In studio

gli strumenti

Servono a fare meglio due cose: capire da dove viene il problema e accorciare le fasi in cui il dolore blocca il movimento. Restano strumenti dentro un percorso, non trattamenti a sé.

Valutazione

Analisi posturale

Una valutazione strumentale dell'allineamento e di come il carico si distribuisce, in stazione eretta e in movimento.

Il vantaggio è avere un dato al posto di un'impressione: si misura all'inizio, si rimisura dopo qualche settimana e si verifica se il percorso sta cambiando qualcosa davvero.

Terapia fisica

Tecarterapia

Genera calore all'interno del tessuto invece di scaldarlo dall'esterno, aumentando il flusso di sangue nella zona trattata.

La uso soprattutto nelle fasi in cui rigidità e dolore limitano il movimento: rende più efficace il lavoro manuale e permette di iniziare prima con l'esercizio.

Terapia fisica

Onde d'urto

Impulsi acustici ad alta energia diretti su un punto preciso, per stimolare la risposta di riparazione del tessuto.

È l'opzione tipica per le tendinopatie che durano da mesi e per le calcificazioni. Si lavora per cicli di poche sedute, sempre accompagnati da esercizio progressivo.

Nessuno di questi strumenti sostituisce l'esercizio. Riducono il dolore e aprono una finestra in cui il tessuto tollera più carico: è dentro quella finestra che si costruisce il recupero.

Tecarterapia, nel dettaglio

La tecarterapia genera calore dentro il tessuto invece di scaldarlo dall'esterno. Passando corrente ad alta frequenza fra un elettrodo e una piastra di ritorno, produce un aumento della temperatura locale e del flusso di sangue nella zona trattata.

È una terapia fisica, e come tutte le terapie fisiche ha un ruolo preciso e limitato: rendere il tessuto più disponibile al movimento. Quello che cambia davvero la storia di un problema muscolo-scheletrico è il carico che il tessuto impara a tollerare, e quello si costruisce con l'esercizio.

In quali casi la uso
  • Rigidità e dolore che limitano il movimento nelle prime settimane dopo un trauma o un'immobilizzazione
  • Contratture e tensioni muscolari che rendono difficile il lavoro manuale
  • Cervicalgie e lombalgie in fase acuta, per abbassare il dolore abbastanza da poter iniziare a muoversi
  • Tendinopatie e borsiti, come accompagnamento all'esercizio progressivo
  • Fasi iniziali del recupero post-operatorio, quando l'articolazione è ancora poco disponibile
Quando invece non ha senso

Se il problema è la mancanza di forza o di tolleranza al carico — la situazione più comune nelle tendinopatie che durano da mesi — il calore non risolve niente. In quei casi la tecar può al massimo rendere più comoda la seduta, ma il lavoro sta altrove.

Diffida di chi propone cicli lunghi e uguali per tutti. Le prove scientifiche disponibili sulla tecarterapia indicano un effetto principalmente a breve termine sul dolore e sulla mobilità: è un aiuto, non una cura.

Come si svolge una seduta

L'applicazione dura in genere fra i dieci e i venti minuti e si inserisce all'interno della seduta, non la sostituisce. Si percepisce un calore progressivo, regolato sulla tolleranza: se diventa fastidioso, l'intensità va abbassata. Subito dopo si lavora — terapia manuale, mobilità, esercizio — perché è in quella finestra che l'effetto serve a qualcosa.

Controindicazioni. Gravidanza, pacemaker e dispositivi elettronici impiantati, neoplasie nella zona da trattare, trombosi venose in atto, infezioni locali, alterazioni della sensibilità al caldo. La valutazione iniziale serve anche a escludere queste situazioni prima di procedere.

Fa male?

No. Si sente calore, non dolore. L'intensità si regola durante l'applicazione e va abbassata se diventa fastidiosa.

Quante sedute servono?

Poche, concentrate nella fase acuta. Se dopo tre o quattro applicazioni non è cambiato nulla, ha più senso rivedere la valutazione che proseguire il ciclo.

Si può fare con una protesi o dei mezzi di sintesi?

Dipende dal materiale e dalla sede: va valutato caso per caso, e in molte situazioni si sceglie di lavorare a distanza dall'impianto o con altri strumenti.

Basta la tecarterapia?

No, e chi te lo dice ti sta vendendo delle sedute. Riduce il dolore e apre una finestra in cui il tessuto tollera più carico: dentro quella finestra si costruisce il recupero.

Altri strumenti in studio

Per le tendinopatie che durano da mesi e per le calcificazioni l'opzione tipica sono le onde d'urto. Per capire come si distribuisce il carico in stazione eretta e in movimento c'è l'analisi posturale strumentale.

Onde d'urto, nel dettaglio

Le onde d'urto sono impulsi acustici ad alta energia diretti su un punto preciso. Non "rompono" semplicemente qualcosa: l'obiettivo è provocare uno stimolo meccanico controllato che riattivi la risposta di riparazione di un tessuto che si è fermato a metà.

È questo che le rende utili nelle situazioni croniche. Un tendine che fa male da otto mesi non è infiammato: è un tessuto che si è disorganizzato e ha smesso di rispondere. Lo stimolo serve a rimetterlo in moto, il carico progressivo a ricostruirlo.

Le indicazioni più solide
  • Fascite plantare — dolore al tallone che si sente ai primi passi del mattino
  • Tendinopatia calcifica di spalla — con calcificazione documentata
  • Tendinopatia achillea, inserzionale o del corpo del tendine
  • Tendinopatia rotulea — il classico ginocchio del saltatore
  • Epicondilalgia laterale — il gomito del tennista
  • Dolore laterale d'anca e tendinopatia dei glutei
  • Ritardi di consolidazione ossea, in accordo con l'ortopedico
Come funziona il ciclo

Di solito da tre a cinque sedute, distanziate di circa una settimana. Ogni applicazione dura pochi minuti. Fra una seduta e l'altra si continua a lavorare: il ciclo di onde d'urto senza esercizio progressivo è mezzo trattamento, e lo si vede nei mesi successivi.

L'effetto non si giudica alla seduta dopo. Si valuta a distanza di alcune settimane dalla fine del ciclo, sul dolore e sulla tolleranza al carico, non sulla sensazione del momento.

Quanto fanno male

Sono fastidiose, questo è onesto dirlo. Si sente una percussione decisa sul punto trattato e l'intensità viene tarata su quello che riesci a tollerare. Il fastidio finisce con la seduta. Nelle ore successive può restare un indolenzimento locale: è una risposta attesa, non un segnale di danno.

Controindicazioni. Gravidanza, tumori nella zona da trattare, infezioni locali, trombosi in atto, disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante in corso, cartilagini di accrescimento nei ragazzi. Sono inoltre da evitare su alcune zone anatomiche, come il polmone e le grosse strutture nervose.

Devo portare un'ecografia o una radiografia?

Se le hai, sì: aiutano a confermare la diagnosi e, nel caso della spalla, a localizzare la calcificazione. Se non le hai, la valutazione clinica dice se servono.

Posso continuare ad allenarmi durante il ciclo?

Quasi sempre sì, ma con carichi modulati. Fermarsi del tutto è raramente la scelta giusta: il tendine ha bisogno di carico, il punto è quanto e come.

Se non funzionano?

Succede, e in quel caso la domanda giusta non è "quante altre sedute" ma se la diagnosi è corretta. A volte quello che sembra un tendine è un problema di controllo del movimento, o viene da un'altra parte.

Il resto del percorso

Le onde d'urto stanno dentro un percorso, non lo sostituiscono. Nelle fasi in cui rigidità e dolore limitano il movimento uso anche la tecarterapia; se il problema riguarda un intervento recente, vedi la pagina sulla riabilitazione post-operatoria.

Il percorso

come si svolge

Quattro fasi. Non hanno una durata fissa: dipende dal tessuto, dall'età e da quanto si è fermi da tempo.

Valutazione

Storia clinica, esame del movimento, test di forza. Alla fine sai di che cosa si tratta e qual è il piano.

Sollievo

Terapia manuale, terapie fisiche e gestione del carico per abbassare il dolore e riaprire il movimento.

Ricostruzione

Esercizio progressivo e misurato: forza, controllo e tolleranza al carico del tessuto interessato.

Ritorno

Si riproduce il gesto che serve — il campo, il lavoro, la corsa — e si verifica che regga.

Sport

chi si allena ha fretta

Chi pratica sport non vuole solo smettere di avere male: vuole tornare a saltare, cambiare direzione e reggere un carico di allenamento. Sono obiettivi diversi e richiedono criteri diversi per dire che il percorso è concluso.

Lo studio nasce anche da un percorso nella pallacanestro, tra preparazione atletica e campo. Il lavoro sugli infortuni dello sportivo — caviglia, ginocchio, spalla, catena posteriore — segue test misurabili, non solo la scomparsa del sintomo.

Convenzione Reba Basket

−25% per i tesserati della società e −15% per i loro genitori, su fisioterapia, Pilates Reformer e corsi in piccolo gruppo. Basta dichiararlo alla prenotazione.

FisioTor per Reba Basket

Movimento

continuare dopo la riabilitazione

Quando il problema è risolto, il modo migliore per non ritrovarselo è continuare ad allenarsi con un occhio tecnico addosso. In studio ci sono due sale, con lezioni da massimo tre persone.

Sala Reformer

Pilates

Il Reformer è un macchinario dotato di un sistema di molle e resistenze che permette di eseguire esercizi in modo controllato e progressivo. Lavora su forza, flessibilità, mobilità, stabilità e consapevolezza corporea. Il lavoro si adatta alle capacità e alle necessità della persona, e coinvolge tutto il corpo.

Le lezioni si possono svolgere singolarmente, in coppia o in piccolo gruppo da tre.

Sala funzionale

Allenamento funzionale

Kettlebell, bilanciere e corpo libero, con un fisioterapista sempre in sala. Forza e condizionamento costruiti sulla persona, con progressioni scritte e carichi controllati lezione per lezione.

  • HIIT — intervalli ad alta intensità, per fiato e resistenza
  • Functional Training — forza utilizzabile, coordinazione, agilità
  • Sculpt & Strength — bilanciere e piccoli pesi
  • Pilates Matwork — core, postura, mobilità ed equilibrio

Costi

listino prezzi

I prezzi sono scritti qui perché è giusto saperli prima di chiamare.

Fisioterapia

Un percorso costruito sul tuo corpo: sedute singole o cicli di trattamento.

Sedute singole

30 minutiTrattamento mirato.40 €
45 minutiSeduta standard.50 €
60 minutiSeduta completa.60 €

Cicli fisioterapici

Gli importi si riferiscono al costo totale del percorso. La durata più adatta viene scelta insieme, in base al tipo di trattamento e agli obiettivi.

Ciclo30 min45 min60 min
3 sedutepercorso breve75 €135 €165 €
6 sedutepercorso standard150 €270 €330 €
9 sedutepercorso esteso255 €375 €465 €
12 sedutepercorso completo360 €480 €600 €
Pilates Reformer

Lezioni individuali o in piccolo gruppo, seguite passo dopo passo.

Sedute singole — 60 minuti

Individualelezione one to onea seduta70 €
In coppia2 personea persona35 €
Piccolo gruppo3 personea persona25 €

Formula annuale

Quota per l'intero anno, a persona.

FrequenzaIndividualeIn coppiaGruppo 3
1 voltaa settimana 1.500 €o 140 €/mese 1.000 €o 90 €/mese 720 €o 65 €/mese
2 voltea settimana 3.000 €o 275 €/mese 2.000 €o 185 €/mese 1.440 €o 130 €/mese
3 voltea settimana 4.500 €o 415 €/mese 3.000 €o 275 €/mese 2.160 €o 200 €/mese

Gli abbonamenti annuali si possono saldare in un'unica soluzione — la formula più conveniente — oppure con quote mensili, leggermente più alte per via della dilazione. In entrambi i casi l'impegno resta annuale: chi sceglie la formula annua si impegna a saldare tutti i dodici mesi.

Prova Pilates — 45 minuti

40 €. Non conosci il Pilates? Provalo con una prima lezione dedicata: se poi decidi di intraprendere un percorso, la somma della prova viene scalata dal pacchetto scelto.

Convenzione Reba Basket

−25% per i tesserati della società e −15% per i loro genitori, su fisioterapia e Pilates Reformer. Basta dichiararlo alla prenotazione.

Prestazioni fisioterapiche esenti IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972. Tariffario soggetto a variazioni.

Prima di venire

informazioni pratiche

Orari

8:00 – 19:00, dal lunedì al sabato, su appuntamento. Se questi orari non ti sono comodi, chiedi: fuori fascia ci organizziamo volentieri, prima delle 8 o dopo le 19, in base alle tue esigenze.

Come arrivare

Via N. Porpora 44, 10154 Torino. Apri con Google Maps.

Cosa portare

La documentazione che hai — referti, immagini, relazione operatoria — e un abbigliamento comodo per muoverti.

La prima valutazione

Storia clinica, esame del movimento e test di forza. Alla fine sai di che cosa si tratta e qual è il piano, e decidiamo insieme quante sedute servono.

L'altro centro

Nella stessa sede c'è PelviTorino, per la fisioterapia del pavimento pelvico femminile e maschile, il sistema linfatico e il Pilates.

Contatti

dove mi trovi

Vuoi sapere i prezzi? Contattami qui.

Telefono
+39 348 168 4208
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Il messaggio arriva direttamente alla mia casella di posta. Rispondo di norma entro un giorno lavorativo; per le urgenze conviene il telefono.

Trattamento dei dati

informativa privacy

Informativa ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).

Chi tratta i tuoi dati

Il titolare del trattamento è Andrea Brachet Cota, fisioterapista, con studio in Via Nicola Porpora 44, 10154 Torino, P. IVA 13506080012.

Per qualsiasi questione relativa ai tuoi dati puoi scrivere a fisiotortorino@gmail.com o telefonare al +39 348 168 4208.

Quali dati raccolgo e perché

Dal modulo di contatto raccolgo nome e cognome, numero di telefono, indirizzo email, l'ambito che indichi e, se lo compili, il testo del messaggio.

Li uso per un'unica finalità: risponderti e, se lo desideri, fissare un appuntamento. Non li impiego per invii pubblicitari, non li cedo a terzi per finalità commerciali e non effettuo profilazione.

La base giuridica è l'esecuzione di misure precontrattuali richieste da te (art. 6.1.b del GDPR) e il consenso che presti spuntando la casella (art. 6.1.a).

Dati relativi alla salute

Nel modulo non è necessario descrivere il tuo problema clinico: è sufficiente indicare l'ambito. Dei dettagli parliamo di persona o al telefono.

Se scegli comunque di scrivere informazioni sulla tua salute, queste rientrano fra le categorie particolari di dati (art. 9 del GDPR) e le tratto sulla base del consenso esplicito che presti inviando il messaggio, oppure ai fini della prestazione sanitaria.

I dati raccolti durante le sedute rientrano nella documentazione sanitaria e sono coperti dal segreto professionale.

Chi altro può vederli

I messaggi inviati dal modulo transitano attraverso il servizio che lo gestisce, e il sito è ospitato presso il fornitore di hosting: entrambi agiscono come responsabili del trattamento e trattano i dati solo per mio conto.

Se uno di questi fornitori ha sede fuori dallo Spazio economico europeo, il trasferimento avviene sulla base delle clausole contrattuali standard approvate dalla Commissione europea.

I dati possono inoltre essere comunicati al mio consulente fiscale per gli obblighi di fatturazione, e alle autorità quando la legge lo impone.

Per quanto tempo li conservo

I messaggi di semplice richiesta di informazioni vengono conservati per il tempo necessario a rispondere e a gestire eventuali contatti successivi, e poi cancellati.

Se il contatto si trasforma in un percorso riabilitativo, la documentazione sanitaria e i documenti fiscali sono conservati per i termini previsti dalla normativa di settore.

I tuoi diritti

Puoi in ogni momento chiedermi di accedere ai tuoi dati, correggerli, cancellarli, limitarne il trattamento, opporti al trattamento o riceverli in formato leggibile. Puoi anche revocare il consenso, senza che questo pregiudichi la liceità di quanto trattato prima.

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Ultimo aggiornamento: settembre 2026.